La scelta di essere “Analytics”

Ma perchè Google vuole rilasciare, quanto prima,  un plugin per browser la cui finalità sarà quella di permettere agli utenti di non tracciare i propri dati di navigazione?? Perchè il caro analytics deve diventare parziale e dipendere dalla bontà d’animo di alcuni che si autoproclamano così utenti da “auditel”?

Chi sia una attività di brand, finalizzata a far capire che anche Google, ebbene si, ci pensa alla privacy ogni tanto?. Noi, analisti di dati web, speriamo solo che pochi o nessuno si preoccupi di tanta finezza e si possa sempre scorazzare tra una frequenza di rimbalzo e l’altra…

Fede

Google abbandona il PageRank

Il PageRank, parametro con il quale per anni si è valutata la bontà di singole pagine e di interi siti Web, è un metro di giudizio ormai obsoleto. A ribadirlo è Google, attraverso le parole di Peter Norvig, intervenuto al Search Marketing Expo West 2010.

Secondo il Director of Research dell’azienda, oggi il lavoro di webmaster, webdesigner e soprattutto SEO dovrebbe concentrarsi maggiormente su altri aspetti, anziché tendere i propri sforzi al conseguimento di un alto PageRank.

A quanto pare BigG considera ormai la tanto celebre barra bianca e verde rappresentativa di un’epoca ormai lasciata alle spalle. Dopo la rimozione dai Google Webmaster Tool, si attende ora che l’indicatore del PageRank scompaia anche dalle prossime release della Google Toolbar, magari per fare spazio a nuovi parametri con i quali i professionisti del Web dovranno vedersela negli anni a venire.

*C@rlo*

Chaotics: nella turbolenza si vede la verità

Solo nell’era della turbolenza si può capire che  le grandi operazioni di marketing possono essere il motore di crescita della società? questa la sintesi più estrema possibile delle teorie trattare di recente nell’ultimo libro di Kotler, “Chaotics” di cui tutti hanno già detto tutto

Appare oggi  chiaro che il marketing e la pubblicità non misurabile spesso è stata inutile e si sarebbe potuta evitare, oggi si deve investire di più nella promozione ma purchè di questa ne  sia quantificabile il risultato.

Tutti i media si stanno attrezzando per questo, peccato però che ce n’è uno già pronto per l’uso…
Allora attendiamo fiduciosi  fiumi di investimenti :-)

Fede

Il pannello WMC “centrale” su Logistica Management

logistica_mIl Pannello realizzato da WMC per la fiera Port e Shipping Tech nell’articolo “I porti del nuovo millennio”.

Pubblicato su Logistica Management – Dicembre 2009

Pubblicità sui cartelloni in Google Street View?

Google-introduce-la-pubblicità-su-Street-ViewPotrebbe rappresentare una nuova era nell’advertising online.

Si tratta della notizia trapelata e presente in diversi brevetti presentati (dal nome “Claiming Real Estate in Panoramic or 3D Mapping Environments for Advertising“), che consentirebbero agli inserzionisti di modificare gli annunci visualizzati su cartelloni pubblicitari e billboard del famoso stumento di Google Maps.

L’idea non è niente male, ma credo che possa aprire discussioni su un punto focale:
chi è in questo caso il proprietario dei cartelloni?
Google o il reale proprietario dello stesso?
Ai posteri l’ardua sentenza… :-)

*Carlo*

“La vostra carta di fedeltà è come un cappotto di Cachemire

Durante le feste ho rivisto il film che cito nel titolo, film leggero e divertente (I love shopping, tratto dal libro di Sophie  Kinsella) che proprio con questa frase mi ha portato alla mente alcuni appunti presi nel tempo sul perché fare la spesa è diventato sinonimo di carte fedeltà. Tutti i centri commerciali, i negozi in franchising e persino alcuni alimentari hanno una scintillante carta fedeltà per accumulare punti, più spendi più guadagni (in premi o servizi)…semplice no?!

Ma perchè un negozio ha bisogno di una fidelity card?

L’adozione di una carta fedeltà consente di fidelizzare i clienti, e a sua volta di incrementare i profitti. Purtroppo non ricordo su quale sito ho letto ( e con dati dimostrati) che un esercizio commerciale in media perde circa la metà dei suoi clienti ogni 5 anni!!!fidelity_card

Per evitarlo l’azienda (o il semplice negozio sotto casa) destina una minima parte del fatturato alla fidelizzazione del cliente, per mezzo dei punti e a differenza di uno sconto praticato all’acquisto, i punti“obbligano” il cliente a tornare più volte per essere accumulati e infine utilizzati…Un bel guadagno quindi!

Tra l’altro se apro il mio portafoglio (il cosiddetto porta credit card, che nel mio caso porta solo la poste pay e tutte le fidelity :) ) trovo ben 15 carte tra cui Feltrinelli, Lufthansa, Coop (l’unica carta pagamento, ma ha una logica associativa) Mediaworld, e molte altre…e tutte di settori merceologici differenti.

Se vi state chiedendo se le uso realmente, ebbene sì le uso tutte, ma proprio TUTTE :) .

Una ricerca effettuata da TNS Infratest  da un quadro generale della situazione. Il 55% degli intervistati ne possiede almeno una. Il 57% dei possessori apprezza maggiormente una carta quando questa fa ottenere degli sconti sulla spesa, mentre il 46% ne apprezza le offerte speciali e, a pari merito, le raccolte punti per ricevere dei regali. Un dato interessante è che il 47% tenda a frequentare sempre lo stesso punto vendita di cui ha la card. Potenza della loyalty card? E’ probabile. In ultimo, la propensione di chi ha una carta fedeltà (il 19%) ad averne altre di diverse tipologie (supermercato, benzina, articoli sportivi,…) contro il 9% dei non possessori, che confermano la loro scarsa sensibilità a queste forme promozionali.

Dunque, per più della metà degli italiani le loyalty card sono uno strumento indispensabile di fidelizzazione e di acquisizione, secondo una logica di semplice convenienza. E qui si apre il tema dei contenuti e dei vantaggi delle carte più innovative…ma lo affrontiamo prossimamente!

sonia

sonja-skype1

Perché serve un consulente Google Analytics

La domanda “perché un consulente di GA?” si presenta più volte, sotto varie forme.
L’aiuto – sebbene sparpagliato in vari luoghi online – è comunque un’ottima fonte di aiuti preziosi (una su tutte il blog di Marco Cilia interamente dedicato proprio a Google Analytics).

Nonostante ciò, a volte c’è bisogno di una consulenza più specifica e puntuale.
Ed eccone elencati i motivi principali:

  • vuoi una persona con un “titolo”: essere certificato Google Analytics Invidual Qualification non significa sapere tutto di GA ed essere in grado di rispondere a qualsiasi richiesta. Però è un esame, presuppone un po’ di studio e un investimento in denaro, per quanto piccolo esso sia. Sicuramente una persona certificata crede fortemente nello strumento e può fornirti una consulenza di un certo tipo.
  • alcune cose sono troppo difficili per te: Google Analytics è uno strumento magnifico, con pochi click e un copia-incolla si è in grado di avere già molti report. Ma quando le cose si complicano – specialmente con l’introduzione di alcune recenti novità come lo script asincrono o il tracciamento dei siti mobile – potresti avere bisogno di qualcuno che vada oltre la semplice ricerca di una soluzione online.
  • non hai il tempo di seguire tutte le novità: si fatica a stare dietro a tutti gli annunci che il team di Google Analytics fa o ai cambiamenti dell’interfaccia dei report. Di conseguenza per le persone che GA lo usano e basta è ancora più complesso stare aggiornati. Un consulente può sempre darti una visione sulle ultime novità e magari mostrarti una strada più semplice o più vantaggiosa che tu non avevi considerato semplicemente perché non sapevi esistesse. Il consulente non sta otto ore al giorno con la faccia su GA, ma ogni giorno legge decine e decine di cose sullo strumento, trucchi, soluzioni, post, forum…
  • ti serve un lavoro costante nel tempo: potresti aver bisogno di un tipo di lavoro che porta via troppo tempo a un tuo dipendente, o che nessuno è in grado di fare, o che richiede una conoscenza specifica di GA. Potrebbero essere delle analisi dettagliate, oppure conferme a sospetti e intuizioni, potrebbero essere report specifici costanti nel tempo o analisi costanti sulla situazione e le modifiche apportate al sito.
  • hai fretta: è leggittimo; alcune volte implementare una soluzione nuova richiede test, controllare i risultati, capire se qualcosa non va e perché, fare correzioni. Sebbene non possa darti garanzia totale che questo con un consulente non accada, è più facile che qualcuno che maneggia Google Analytics intensivamente abbia già affrontato un problema simile e possa quindi darti una soluzione “cucinata”.

[Fonte: Google Analytics in 30 secondi, di Marco Cilia]

*Carlo*

Nuova campagna pubblicitaria di Microsoft

Microsof ha lanciato una nuova campagna pubblicitaria con lo scopo di convincere gli utenti ad abbandonare Internet Explorer 6.

L’obiettivo è quello di far capire all’utente che l’installazione di Internet Explorer 8 renderebbe la navigazione più veloce, facile e sicura.

Per chi volesse scaricare l’aggiornamento ecco il link: http://www.microsoft.com/italy/windows/internet-explorer/default.aspx
Cari svilippatori web forse il vostro incubo sta per finire!!!

Ecco il video!

Eleo

Più tempo alla progettazione

E’ un concetto ormai vecchio e stravecchio ma comunque ancora difficile da applicare: ogni progetto dovrebbe avere più tempo per la progettazione. Tempo per analizzare le specifiche, disegnare wireframe e flussi di navigazione, studiare i comportamenti degli utenti. Eppure spesso i clienti già dai primi incontri ti chiedono subito “quando vedremo il sito on line?”….

E’ chiaro quindi che la prima persona da sensibilizzare alla fase di progettazione è il cliente che va coinvolto a dare feed-back subito su ogni output del processo. In questa fase il cliente va stimolato ed aiutato a capire che questa fase è fondamentale e determinerà il successo del prodotto, e non è  un buco nero che porterà dopo un tot di giorni ad avere magicamente il sito on line, esattamente come ce lo si immaginava.

Per fare questo però ci vuole un po’ di tempo che deve essere considerato nei preventivi, un po’ più di tempo che può farci risparmiare modifiche strutturali in fase di sviluppo o lunghe diatribe con il cliente per stabilire cosa è change request e cosa no, andando inevitabilmente a logorare il rapporto e a mettere in forse future collaborazioni.

“Customer collaboration over contract negotiation” – Agile Manifesto

WMC per CAP a Port&ShippingTech

WMC ha realizzato per CAP un pannello di “notevoli dimensioni” (ben 3 metri per 1) in concomitanza di Port&ShippingTech, importante fiera internazionale sull’innovazione tecnologica per lo sviluppo del sistema portuale e dello shipping.

Il pannello richiesto da CAP doveva, con uno stile d’illustrazione vettoriale, catturare  l’attenzione dell’utente che passeggiava in fiera, racontando tutte le soluzioni realizzate da CAP nei campi logistica, shipping e trasporti intermodali.
Ogni box spiegava la soluzione per mezzo di icone molto semplici e una breve spiegazione.

E infine per “tirarcela” un pochino, il nostro pannello è stata ampiamente ripreso dal TG regionale nel servizio dedicato alla fiera! :)


pannello_port_shipping2

Sonia

sonja-skype1