luglio
Wmc ripropone il sito Riserva Bianca Limone Piemonte
Rassegna online del 02/02/2010
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Rassegna online del 02/02/2010
Euroflora sceglie ancora WMC
pubblicato il 06/05/2010
“E’ la fine di un’era”.
Così il New York Times commenta una notizia storica: il sorpasso di Apple su Microsoft in termini di valore di capitalizzazione. Apple diventa così la compagnia tecnologica più grande del mondo, nonchè la seconda più grande azienda degli Stati Uniti.
Mercoledì 26 Maggio 2010, la capitalizzazione di Apple sul mercato ha raggiunto la quota di 222 miliardi di dollari, superando così il valore dell’azienda di Redmond.
Questo traguardo pone così la Mela sul trono e, relativamente agli Stati Uniti, seconda solo alla compagnia pretrolifera Exxon Mobil, il cui valore è di 280 miliardi di dollari. Traguardo, tuttavia, che potrebbe essere facilmente raggiunto e superato dalla casa di Cupertino.
A 219 miliardi di dollari si colloca Microsoft, lasciando così supporre un interessantissimo testa a testa tra potenze tecnologiche da ora ai prossimi anni.
Dunque, un nuovo trionfo per Apple, dopo che, nel 2009, il CEO Steve Jobs è stato nominato “Miglior amministratore d’azienda dell’anno”.
E’ bene non dimenticare che, verso la fine degli anni ‘90, Apple si trovava in una situazione economica disastrosa e solo grazie a Jobs, con le sue tre grandi intuizioni – iMac, iBook e iPod, è riuscita a ristabilirsi e divenire conosciuta ad un pubblico in larga scala.
E ancora non si possono conoscere i benefici che apporterà iPad.
In poco più di 10 anni, tra il 1998 e il 2010, Apple ha incrementato la sua capitalizzazione di ben 150 miliardi di dollari.
L’attività di Jobs ha permesso ad Apple di incrementare, nel periodo dal 1998 al 2010, la propria capitalizzazione di 150 miliardi di dollari.
Dando un’occhiata alle altre aziende tecnologiche USA, IBM si attesta a 158 miliardi, Google a 151, Cisco Systems a 131, Intel a 115, Oracle a 109 e Hewlett Packard a 107.

Diego
Google ha pubblicato la lista dei siti più visitati al mondo, sono mille e seguono il programma Doubleclick AdPlanner.
Nonostante si dica sia in netto calo di popolarità, Facebook si trova al primo posto, con ben 540.000.000 visite e 570.000.000.000 pagine viste, numeri da capogiro!
Sul secondo gradino più alto del podio si colloca Yahoo! mentre la medaglia di bronzo spetta a Live.
Personalmente ritengo però che il risultato migliore in assoluto sia colui che occupa la quarta piazza ovvero Wikipedia in quanto è il primo in assoluto tra i siti senza alcun tipo di pubblicità (advertising).
Il primo quotidiano si trova all’83° posto ed è il New York Times, mentre il primo sito italiano risulta il portale Libero, in 232esima posizione.
E il vostro sito quale posto occupa?
*C@rlo*
Ecco un post controtendenza rispetto al pensiero di tutto il mio team….c’è una rivista, alla quale siamo abbonati ed è giusto che sia così, che riscuote un notevole successo all’interno di WMC.
Io la detesto…in senso figurato!:-)
Non credo di essere mai riuscita a leggere interamente un articolo, il tono di autocelebrazione e pesantezza con il quale si affrontano i diversi argomenti viene intervallato dalla leggerezza assoluta tipica delle riviste delle ragazzine ormonose… poi la domanda principe, si vedono le schermate di Twitter e le note di Facebook, ma perchè dico io, non delelgare ai canali opportuni gli stili???
Fare una applicazione o una pagina web non usabile oggi è impensabile, la rivista in oggetto viola tutte le leggi di usabilità del cartaceo ….e in alcuni casi sembra volersi affidare anche all’ ipertesto con rimandi in fondo alla pagina poco comprensibili
Se si parla di tecnologia poi, perchè dichiarare la superiorità della carta?perchè fare una rivista?
Un pregio di certo glielo riconosco, le pubblicità e la qualità della copertine sono notevoli..il resto?peccato non si possa cancellare con un click!:-)
Fede

Per annunciare la prima di “Prince of Persia, Le sabbie del tempo”, Walt Disney lancia una campagna outdoor sfruttando la tecnologia della realtà aumentata. L’esperienza è riservata agli utenti iPhone e Android.
In Olanda è stato realizzato un livello per Layar che consente se ci si avvicina ad uno dei poster esterni del film con l’applicazione attiva, di interagire con Tamina, che cerca di convincerci a vedere il trailer e, successivamente di partecipare ad un quiz a premi.
Stanno prendendo sempre più campo esempi di Realtà Aumentata che mirano alla promozione di prodotti come automobili, cellulari e videogiochi. Come sempre la creatività può generare soluzioni divertenti e funzionali senza alcun limite.
Sonia


Si sente tanto parlare oggi di QRCodes, in Italia sta decollando timidamente ma la sua presenza inizia ad essere sostanziale. Certo che è brutto da vedersi quel quadrato nero arricchito da segmenti bianchi..una forma geometrica che in alcuni casi deturpa stilisticamente anche la migliore delle pagine pubblcitarie.
Ma come si vuole spesso pensare, quello che deve essere tecnicamente funzionante in fase inizale può trascurare i fronzoli estetici e comunicativi…niente di più errato! La sanno lunga i giapponesi che grazie al designer Takashi Murakami hanno generato un codice stilisticamente accattivante per Louis Vuitton!
Meno male che i giapponesi non copiano sempre e basta!
Fede
Prendere una grande mela, aggiungere un pizzico di creatività e una buona dose di succo colorato di pixels di ottima annata, anni ’80 per la precisione.
Mescolare il tutto con cura e … il gioco è fatto!
Pixels, il formidabile cortometraggio di Patrick Jean realizzato in collaborazione con One More Production, ci proietta in una New York invasa dai videogiochi degli anni ’80. Special guest: Pacman, l’intramontabile Tetris, il mitico Donkey Kong (allora la grafica sembrava quasi perfetta), Space Invaders, Bomberman. La visione del video riuscirà sicuramente a far sorridere i nostalgici come me che, ai tempi del commodore 64, dovevano digitare: shift ” * ” shift , 8 , 1 enter… e si entrava così nel magico mondo della tecnologia, dove ci si sentiva già un po’ nel futuro.
Buona visione a tutti!
Martina
Come ogni anno, una importante azienda americana, la Millward Brown Optimor, leader mondiale nelle statistiche di marketing, ha reso nota la classifica BRANDZ™ Top 100 Most Valuable Global Brands, che valuta il valore economico dei marchi più importanti del mondo.
Dopo che, nel 2009, la vittoria era andata a Coca Cola (solo quinta nel 2010), quest’anno ha vinto Google, con un valore del proprio marchio pari a 114,2 milioni di dollari.
La classifica vede sul podio altre due aziende con un brand molto forte, come IBM e Apple, rispettivamente con un valore di 86,3 e 83,1 milioni di dollari.
Microsoft, con i suoi 76,3 milioni, è “solo” quarta.
Il fattore “hi-tech” dunque scalza un marchio importante come Coca Cola, coi suoi 67,9 milioni di dollari (solo 1% in più rispetto al 2009)
Nell’edizione 2010 della Top 100 si segnala l’ingresso di 11 brand: BP, ExxonMobil, Shell, ICICI, PetroChina, Telcel, Petrobras, Baidu, U.S. Bancorp, Samsung e Sony, mentre, sul fronte degli esclusi: Ikea, Nivea, Yahoo! e Canon.
Facebook, con i suoi 5,5 milioni, entra per la prima volta nella top 100 dei brand tecnologici.
E per l’Italia? Risultati poco confortanti, dato che solo Gucci e TIM sono presenti. I loro 7,5 milioni e 7,2 milioni di dollari li relegano al 97° e al 100° posto.
Per vedere la classifica in formato pdf, visitate il sito della Millward Brown Optimor
Diego
Da sempre, il mondo dell’open source divide gli utenti di Internet, in special modo gli sviluppatori, convinti che si tratti di un modello dalla scarsa sostenibilità.
Nei giorni scorsi si sono accostati i nomi di Microsoft e Joomla, in quanto la compagnia di Redmond ha confermato la propria partecipazione allo sviluppo del noto CMS, uno dei più importanti e diffusi in rete, al pari di altre piattaforme quali Drupal e Wordpress (quest’ultimo usato soprattutto per lo sviluppo di piattaforme di blogging).
Il blog ufficiale della comunity di Joomla spiegato come Microsoft abbia deciso di aderire al programma di sviluppo della versione 1.6 (Joomla Contributor Agreement). Per Microsoft si tratta di una occasione importante, oltre che di ottima pubblicità per il mercato: la compagnia cercherà di migliorare ulteriormente Joomla su server IIS (Internet Information Server) e Windows Server, in modo tale da diffondere il CMS anche nel mondo Windows, quello che solitamente viene visto come una seconda scelta per l’allestimento di grandi siti web basati su Joomla o su Drupal.
Per chi non ne fosse a conoscenza, Joomla è un Content-Management System (CMS) e un Model View Controller (MVC), evoluto dal CMS Mambo, distribuito sotto licenza GNU GPL.
Intanto, già oltre 33.000 download per l’installer di Joomla creato da Microsoft sono stati effettuati, per facilitarne l’utilizzo su Windows Server. Microsoft dà un grande segno al mercato, decidendo di contribuire ad un progetto completamente open source, e lo fa avvicinandosi ad una licenza che, a Redmond, è vista sempre mal volentieri, come è la GPL (General Public License).
Microsoft ha firmato il cosiddetto “contributor agreement“, diventando, a tutti gli effetti, partecipante ad una delle più grandi applicazioni PHP open-source attuali. Questo il commento di Josh Holmes, UX Architect Evangelist per Microsoft nel proprio blog:
“Significa che i dipendenti di Microsoft potranno cominciare a contribure a Joomla! Questo può portare sensibili miglioramenti a quella che al momento è la seconda più importante applicazione PHP del mondo. Un esempio? È già successo che Ruslan Yakushev e Don Raman abbiano contribuito introducendo il supporto per WinCache a Joomla!”.
Diego