Ho letto con grande interesse l’articolo di novembre di wired su Bing, il motore di ricerca sviluppato da Lorenzo Thione e recentemente acquistato da Microsoft.
L’articolo come sempre è entusiasmante e racconta una di quelle storie americane che in Italia non potranno mai avere luogo. Lorenzo, brillante e meritevole immigrato italiano formatosi alla scuola di Palo Alto, cerca finanziatori per sviluppare un’idea che potenzialmente potrebbe battere il motore di ricerca di Google e ne trova uno che elargisce i primi 2 milioni e mezzo per dare seguito al progetto.
Qualche anno dopo l’idea iniziale è diventata una applicazione talmente interessante che Microsoft decide di acquistare la start-up per una cifra non dichiarata ma che si aggira intorno ai 100 milioni di dollari.
Letto l’articolo non resta che fare qualche prova per verificare se le potenzialità di Bing possono veramente impensierire Google.
Quindi sono andata su questo sito http://www.bing-vs-google.com/ che permette di fare ricerche in contemporanea sui due motori. Le ricerche vanno fatte in inglese perché attualmente l’unica versione di Bing sfrutta la tecnologia è quella americana.
Chiave di ricerca: who killed kennedy
Dai risultati a confronto non mi sembra che ci siano delle differenze significative, spesso i risultati sono gli stessi in un ordine leggermente diverso.
Il valore aggiunto di Bing dovrebbe essere la barra di destra che ti da una serie di link con ricerche correlate, mi chiedo però quale sia la differenza con la funzionalità “similar” di google.
Spesso inoltre mi sembra che Google abbia ancora una marcia in più, ad esempio cercando “is IE 6 still used” in Google il primo risultato è “Browser statistics” che è proprio quello che cercavo, in Bing ho una serie di siti in cui si parla di come IE6 sia ancora amato, un risultato molto corretto sembra essere quello che titola “53% Still use Internet explorer 6″, il che mi ha fatto molto preoccupare, salvo poi scoprire che i dati si riferivano alle statistiche di un blog…. ci sarà lo zampino di Microsoft?
Chiave di ricerca: is IE 6 still used
In ogni caso dati questi risultati credo che continuerò ad utilizzare Google, almeno fino a quando la logica che sta dietro a Bing non sarà disponibile anche per la versione in italiano.
«Hey! Ho! Let’s Go!» cantavano i Ramones, «Hey! Ho! Let’s Go!» si intitola il post con il quale lo scorso 10 Novembre Google annuncia un nuovo linguaggio di programmazione open source, denominato proprio Go e capace di combinare la velocità di lavorazione di un linguaggio dinamico come Python con le performance e la sicurezza di un linguaggio compilato come C o C++. Obiettivo dichiarato, rendere la programmazione veloce, produttiva e divertente.
Go, assicura l’azienda di Mountain View, è in grado di offrire un’elevata velocità di compilazione. Google promette che il nuovo linguaggio di programmazione open source consentirà agli sviluppatori di realizzare programmi che girano alla stessa velocità di applicazioni native in C, con una compilazione delle applicazioni pressoché istantanea. Se volete scrivere un server per migliaia di thread di comunicazione e perdere meno tempo nel leggere migliaia di blog mentre aspettate, Go è lo strumento ideale, scrive Google. La curva di apprendimento, sottolinea BigG nella FAQ del sito ufficiale, non è ripida e il livello di difficoltà è similare a quello di Java.
Al momento, esistono due compilatori ufficiali: Gccgo, che si appoggia a GCC come back-end, e una suite di compilatori, 6g e 8g, sviluppati rispettivamente per sistemi x86 a 64 bit e x86 a 32 bit. Google dovrebbe anche rilasciare entro breve periodo il supporto per chip ARM e dispositivi Android.
Il Go Team vanta la presenza di personaggi del calibro di Robert Griesemer, uno degli sviluppatori del compiler Java’s HotSpot e di V8, il motore JS di Chrome, di Kenneth Thompson, insieme a Dennis Ritchie creatore di Unix, di Rob Pike, insieme a Thompson creatore dello standard UTF-8.
Chi non ha mai creato una una bozza grafica per un sito, non può rendersi conto del complesso processo di progettazione che ci possa essere dietro.
Non basta essere creativi ed avere la profonda conoscienza dello strumento grafico che si utilizza, bisogna anche essere sempre aggiornati su quello che si può proporre e su come verrà poi sviluppato.
Una volta ricevuta la bozza logica dall’information architet, bisogna approfondire il più possibile cosa il cliente vuole trasmettere con il suo sito, a quale target vuole parlare e quali sono i suoi obiettivi finali.
Alcuni consigli utili per centrare l’obiettivo:
Utilizzo di elementi che identificano immediatamente l’appartenenza di cio’ che si vuole comunicare attraverso texture che ricordano il contesto del posizionamento del cliente
Suddividere il layout con linee immaginarie per dare un’impaginazione che segua una logica di navigazione
Posizionare gli elementi fondamentali (logo e menu) nel loro spazio convenzionale
Utilizzare testi esplicativi per rafforzare le immagini
Essere sempre chiari su cio’ che si vuole comunicare
Rendere alcuni elementi interattivi per coinvolgere maggiormente l’utente creando affordance su di essi
Utilizzare immagini con focus sul soggetto senza sfondi troppo ampi che possano distrarre l’utente
Tenere un uniformità tra i font utilizzati sia grafici che testuali
Motivare l’utilizzo di ogni colore
Ultimo consiglio, ma forse il più utile, confrontarsi sempre con lo sviluppatore prima di presentare la bozza al cliente.
Si leggono molto, su riviste di settore, articoli e consigli su quale stile di scrittura sia meglio adottare in base al social prescelto o al mezzo informatico utilizzato… mi fa un pò sorride come, alla velocità della luce, si sprecano i consigli e la certezze.
Avendo io una formazione umanistica, dove la letteratura e la scrittura si studiano davvero, penso a come siano diversi gli studi consolidati da questi “moderni guru” .
Probabilmente il fatto di aver adeguato uno stile di scrittura ad un mezzo, e non viceversa come accadeva in passato, ha stravolto le logiche sottostanti le metriche stilistiche.
Il fatto che sia lo stile di scrittura ad adattarsi al mezzo utilizzato, gli sms hanno fatto scuola, significa forse che chi comanda adesso non è più il pensiero e la capacità compositiva ma l’apparato di supporto??
No vi prego….ed io sono la prima a dire a tutti i redattori del blog di non scrivere post troppo lunghi perchè il mezzo non è quello adeguato.
Sottomessa come tutti:-(
Fede
E poi quanti stili postumi sono stati rivalutati???oggi non c’è tempo di arrivare al postumo perchè è un concetto che sulla scrittura tecnologia pare non esistere per definizione.
Coca Cola ha coinvolto 8 famose stiliste italiane per creare il nuovo packaging per le bottigliette di Coca-Cola Light.
Protagonista la creatività, con un omaggio all’ universo femminile, per un progetto che ha legato la moda italiana, il Comune di Milano e Coca-Cola light.
Questi prodotti molto ”fashion” sono stati recentemente venduti ad un’asta a Milano a supporto delle vittime del terremoto in Abruzzo.
Lo spot è molto carino, rappresenta una sfilata di moda dove le protagoniste non sono modelle mozzafiato ma le bottiglie di Coca Cola Light vestite all’ultimo grido.
Ogni donna ha una parte unica e speciale, questo è il concetto attorno al quale ruota la comunicazione di Coca-Cola light e cha ha spinto Coca-Cola Italia a sviluppare questo progetto.
Sul webmaster tool di google sono da poco disponibili nuove funzioni sperimentali che permettono ai webmaster di effettuare ulteriori operazioni dal pannello di controllo. Queste nuove funzionalità sperimentali derivano dagli studi del “webmaster tools labs”. Sono quindi soggette a modifiche, interruzioni e sospensioni proprio perchè ancora in fase di sperimentazione. Nel webmaster tools di google si può adesso vedere nella sidebar di navigazione nella sinistra, sotto la voce “Funzioni sperimentali”, le due nuove voci “Visualizza come googlebot” e “Dettagli Malware“.
La prima funzione, “Visualizza come Googlebot“ permette al webmaster di vedere come lo spider di google, il googlebot, vede una qualsiasi pagina del tuo sito. Sarà sufficiente inserire l’url della pagina da analizzare e dopo una elaborazione di qualche minuto, avremo il codice sorgente della pagina visibile da googlebot con ulteriori dati riguardanti HTTP status, Server, cache control, ecc… Si può così controllare, con gli occhi di google, come il sito viene visto dallo spider del motore di ricerca.
Attraverso la voce “Dettagli malware” dal webmaster tool di google si può vedere se nel sito siano presenti malware, ovvero software creati con il solo scopo di causare danni più o meno gravi al computer su cui tale software viene eseguito. Uno dei principali obiettivi di google è sempre stata la sicurezza nella navigazione generata dallo stesso motore di ricerca: attraverso questa funzionalità del webmaster tool di google, si possono scoprire eventuali bugs che rendono navigatore e server potenziali vittime di attacchi malintenzionati. Come sempre google indica utili soluzioni per risolvere il problema: il sistema avvisa il proprietario del sito che potrà correggere gli errori e tornare ad una situazione sicura, per poi invitare nuovamente google alla normale scansione ed indicizzazione delle pagine.
Cosa è? Accade quando non siamo più in grado di selezionare i contenuti che ci interessano e siamo schiacciati da Rss che costituiscono un rumore di fondo (def. Francesco Caccavella)
Che si fa?
- organizziamo gerarchicament le informazioni ricevute (www.netvibes.com)
- tracciamo le nostre abitudini (Google reader) per capire cosa è superfluo in reatà per noi
- pensiamo che è meglio sapere poco e bene che troppo e male!
Volkswagen ha lanciato una nuova campagna di comunicazione singolare e nello stesso tempo basata su un concetto che fino ad oggi non è mai stato molto rivalutato..il divertimento applicato ai comportamenti etici..
“Noi crediamo che la via più semplice per cambiare in meglio i comportamenti delle persone sia rendere le cose divertenti da fare. Abbiamo chiamato questa teoria The Fun Theory.”
Con questa filosofia Volkswagen sta finanziando studi ed esperimenti in Svezia per favorire l’utilizzo di buone pratiche e comportamenti etici attraverso il divertimento.
I video virali che hanno girato portano tre esempi pratici dell’utilizzo di questa filosofia..
Nel primo, ci troviamo all’ingresso di una stazione svedese della metropolitana, nella maggioranza dei casi le persone preferiscono salire con le scale mobili invece di utilizzare quelle tradizionali. Sarebbe molto meglio salire le scale a piedi, fa bene alla salute e permette di non sprecare energia ma come convincere le persone a farlo? Nell’esperimento la scala tradizionale è stata sostituita con grandi tasti bianchi e neri di un pianoforte che al passaggio delle persone suonano.. risultato? Il 66% delle persone sceglie le scale-pianoforte.. così via nel secondo esperimento dove un secchio per la raccolta differenziata è stato trasformato in un videogame e nel terzo in cui un cestino della spazzatura con effetti sonori divertenti raccoglie 40 kg in più di spazzatura al giorno rispetto a quello vicino.
Il motto “divertendosi è piu semplice” sembra funzionare.. la Volkswagen sembra veramente crederci per questo ha lanciato anche un concorso dove tutti possono proporre idee basate sulla Fun Theory.. forse si potrebbe inventare qualcosa per rendere il lavoro più piacevole.. vi viene in mente qualcosa?
Sono veramente sconfortanti i dati presentati il 28 settembre dal Presidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, Stefano Pileri, riguardo la digitalizzazione e l’innoviazione tecnologica in Italia.
L’”Osservatorio Italia Digitale 2.0”, porta alla luce la necessità di incrementare l’uso delle tecnologie on-line da parte di imprese e famiglie e di trasformare la Rete da strumento di comunicazione a interfaccia fondamentale per l’erogazione di servizi interattivi ai cittadini e alle imprese.
Questa esigenza nasce dal ritardo che ancora esiste in Italia nell’utilizzo di Internet: solo il 47% della popolazione italiana tra i 15 e i 74 anni naviga nel web e la presenza del Pc nelle famiglie italiane è inferiore al 55%.
Ma sembra che qualcosa si stia pensado di fare.
Di recente il Ministro Brunetta ha dichiarato “Conto di avere due mega di banda larga per tutti a partire dal 2010, solo attraverso una rete Internet efficiente possono passare documenti, certificati e si puo’ arrivare cosi’ a un vero “cambiamento della burocrazia”".