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	<title>WMC &#187; carte fedeltà</title>
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		<title>“La vostra carta di fedeltà è come un cappotto di Cachemire</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 09:32:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sonia</dc:creator>
				<category><![CDATA[A proposito di comunicazione]]></category>
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Durante le feste ho rivisto il film che cito nel titolo, film leggero e divertente (I love shopping, tratto dal libro di Sophie  Kinsella) che proprio con questa frase mi ha portato alla mente alcuni appunti presi nel tempo sul perché fare la spesa è diventato sinonimo di carte fedeltà. Tutti i centri commerciali, i [...]]]></description>
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<p>Durante le feste ho rivisto il film che cito nel titolo, film leggero e divertente (I love shopping, tratto dal libro di Sophie  Kinsella) che proprio con questa frase mi ha portato alla mente alcuni appunti presi nel tempo sul perché fare la spesa è diventato sinonimo di carte fedeltà. Tutti i centri commerciali, i negozi in franchising e persino alcuni alimentari hanno una scintillante carta fedeltà per accumulare punti, <strong>più spendi più guadagni (in premi o servizi)</strong>…semplice no?!</p>
<p><strong>Ma perchè un negozio ha bisogno di una fidelity card?</strong></p>
<p>L’adozione di una carta fedeltà consente di fidelizzare i clienti, e a sua volta di incrementare i profitti. Purtroppo non ricordo su quale sito ho letto ( e con dati dimostrati) che un <strong>esercizio commerciale in media perde circa la metà dei suoi clienti ogni 5 anni!!!</strong><img class="size-medium wp-image-1129 alignright" title="fidelity_card" src="http://blog-wmc.it/wp-content/uploads/2010/01/fidelity_card-300x152.jpg" alt="fidelity_card" width="300" height="152" /></p>
<p>Per evitarlo l’azienda (o il semplice negozio sotto casa) destina una minima parte del fatturato alla fidelizzazione del cliente, per mezzo dei punti e a differenza di uno sconto praticato all’acquisto, i punti“obbligano” il cliente <strong>a tornare più volte per essere accumulati e infine utilizzati</strong>&#8230;Un bel guadagno quindi!</p>
<p>Tra l’altro se apro il mio portafoglio (il cosiddetto porta credit card, che nel mio caso porta solo la poste pay e tutte le fidelity <img src='http://blog-wmc.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> ) trovo ben 15 carte tra cui Feltrinelli, Lufthansa, Coop (l’unica carta pagamento, ma ha una logica associativa) Mediaworld, e molte altre…e tutte di settori merceologici differenti.</p>
<p>Se vi state chiedendo se le uso realmente, ebbene sì le uso tutte, ma proprio TUTTE <img src='http://blog-wmc.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> .</p>
<p>Una ricerca effettuata da TNS Infratest  da un quadro generale della situazione. Il 55% degli intervistati ne possiede almeno una. Il 57% dei possessori apprezza maggiormente una carta quando questa fa ottenere degli sconti sulla spesa, mentre il 46% ne apprezza le offerte speciali e, a pari merito, le raccolte punti per ricevere dei regali. Un dato interessante è che il 47% tenda a frequentare sempre lo stesso punto vendita di cui ha la card. Potenza della loyalty card? E’ probabile. In ultimo, la propensione di chi ha una carta fedeltà (il 19%) ad averne altre di diverse tipologie (supermercato, benzina, articoli sportivi,…) contro il 9% dei non possessori, che confermano la loro scarsa sensibilità a queste forme promozionali.</p>
<p>Dunque, per più della metà degli italiani le loyalty card sono uno strumento indispensabile di fidelizzazione e di acquisizione, secondo una logica di semplice convenienza. E qui si apre il tema dei contenuti e dei vantaggi delle carte più innovative&#8230;ma lo affrontiamo prossimamente!</p>
<p style="text-align: right;">sonia</p>
<p style="text-align: right;"><img class="alignright size-full wp-image-130" title="sonja-skype1" src="http://blog-wmc.it/wp-content/uploads/2009/02/sonja-skype1.png" alt="sonja-skype1" width="94" height="94" /></p>
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