Nuvole di pensieri sui tag

E’ un po’ di tempo che nel mio lavoro mi trovo a riflettere sull’utilizzo dei tag clouds. Putroppo non ho la possibilità di corredare questo articolo con dati certi o test verificati quindi rappresenta solo un flusso di pensieri dato dalla mia esperienza come navigatrice e persona del settore.

Tag cloud

Tag cloud

Personalmente nei siti tecnici che visito spesso mi capita di trovare i Tag clouds messi a disposizione dei gestori e di usarli perché mi permettono di selezionare velocemente tutti i contenuti correlati alla voce di mio interesse. Mi sembra che mi diano la possibilità di raggiungere velocemente ed efficacemente i miei scopi di navigazione.

Ho notato, proponendo questa soluzione ai nostri clienti, che molti non la pensano così, anzi per i non addetti ai lavori il significato di questa nuovola di parole di diverse dimensioni sembra essere poco chiaro e intuitivo.

Dunque i tag sembrerebbero uno strumento di navigazione efficace per un certo target di persone nel contesto di siti con una grande mole di informazioni.

Questa analisi secondo me potrebbe cambiare nel contesto di una Intranet dove si può iniziare al significato e uso dei tag i singoli utenti per poi lasciare che siano loro a taggare i documenti di loro interesse e creare quindi una forma di navigazione condivisa e partecipata. In questo modo non solo si rispetta la vera natura del tag ma si risolve anche uno dei problemi più spinosi delle Intranet ovvero ritrovare i documenti che realmente ci interessano nella mole di informazioni aziendali.

Questa è solo una mia sensazione che nei prossimi mesi provero a corredare con dati certi.

Silvia

Commenti (1)

ginoottobre 10, 2009

Credo che i tag siano tanto più efficaci quanto minore è il numero di utenti che li sceglie e li associa.
in un blog o un sito “monotematico” la loro coerenza (ed utilità per la ricerca) è innegabile per il semplice fatto che sono poche persone ad usarli.
In siti intranet dove partecipano più persone (con ruoli e gusti differenti) credo si corra il rischio di non vederli utili immediatamente come un ausilio per la ricerca, quanto piuttosto come indicatori di una tendenza emergente

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