Quale metodologia per lo sviluppo di un sito?
Leggendo Wired di settembre ho capito che è la stessa utilizzata per fare hamburger, solo che in questo caso ci vogliono 730 GG di studio, un team di 14 chef e 1400 test.

Hamburger
Il processo di creazione è perfetto e attarversa le fasi tutte le principali fasi di creazione di un sito:
- progettazione: quali obiettivi voglio raggiungere con questo prodotto e come? Quali sono i bisogni dell’utente a cui voglio rispondere?
- architettura dell’informazione: in che sequenza devo mettere gli ingredienti perché raggiungano il miglior risultato?
- logo e naming: quale nome e logo può rispettare l’immagine coordinata dell’azienda e contemporaneamente suggerire i valori del prodotto?
- visual: quali ingredienti seleziono e come li dispongo perché abbiano la giusta resa cromatica?
- sviluppo: è ora di mettere tutto in pratica ed assemblare i vari pezzi
- test usabilità e funzionale: il nostro panino si mangia con facilità? Raggiunge gli scopi prefissati?
- produzione: se i test sono andati bene è arrivato il momento di mettere il panino in produzione e raccogliere i frutti del nostro lavoro
- Manuale di stile e d’uso: utlimo step ma non per questo meno importante! Non vorremo certo che il panino che ci è costato tanti giorni di fatica e lavoro venga prodotto nei vari fast food con materiali, colori o cobinazioni diverse da quelle stabilite!!
Tutto questo per un prodotto che in 10 minuti sparirà…. perchè pensare che il sito che rappresenta un’azienda e stabilisce un canale di comunicazione probabilmente privilegiato con i propri clienti debba avere minor cura?
Silvia
settembre 17, 2009 | Pubblicato in
Filosofie sul lavoro | Tag: metodologia
