Comunicare energia ed emozioni
“Un dj davvero bravo riesce a far sembrare un brutto disco accettabile, un buon disco ottimo e un ottimo disco eccezionale, grazie al contesto in cui lo inserisce e a cosa ci mette intorno. A come lo gira. Un bravo dj sa fare ogni genere di trucco: riesce a farsi acclamare spontaneamente dal pubblico anche solo per un minimo suono spappolato. Il che è proprio una cosa da pazzi. Un rumorino tipo uauauà e la gente comincia a urlare: ‘Siiiiiii!’. Riesce a far battere le mani alla gente al suono di un piatto, solo grazie a come lo inserisce. Se fatto bene è fantastico. Se fatto molto bene, può essere trascendentale”.
E’ davvero un’arte mistica. Sembra così banale, ma ha il potenziale di una forza fenomenale, inesprimibile. Un grande dj sa risvegliare nel proprio pubblico più emozioni ataviche rispetto al compositore dell’opera più agrodolce, dell’autore del romanzo più edificante o del registra del film più allegro.
Quando fai il dj e sei bravo, non stai suonando dischi, stai suonando la pista. Non stai solo mixando brani, stai mixando energia ed emozioni, stai mixando sorpresa e speranza e felicità, passando dalla liberazione all’estasi e infine all’amore.
Quando tutto va come deve andare, sei nel corpo di chiunque sia presente nella stanza, sai cosa provano e dove sono diretti: ed è là che li stai portando. Li stai sollevando dal livello terreno e trasportando in un luogo più elevato. Stai muovendo i corpi e gli animi con la musica che sgorga dai tuoi polpastrelli.
Li stai calando nel momento.
“Mani sudate. Grandi sorrisi. Quel tipo di intensità che nasce quando sei in trance, quando sei in postazione da solo. Dio! Qual è il prossimo disco? Lo cerchi con frenesia, ti assicuri che il tuo istinto sia quello giusto, cambi idea, torni alla tua prima scelta, poi cambi ancora e ne metti su uno all’ultimo minuto…e funziona!”.
“E vedi la gente sorridere”.
“E cantare”.
“E impazzire”.
TRATTO DAL LIBRO: “LAST NIGHT A DJ SAVED MY LIFE”
Bene (dj)

Capire che “l’arte” del mixaggio-dj possa provocare emozioni così forti non è, per un cinquantacinquenne come me, per niente scontato. Comunque afferro la metafora: non solo si possono comunicare le proprie emozioni con una tale intensità da rendere l’altro pienamente coinvolto, ma si possono anche, in qualche misura, condurre e governare le energie e le emozioni che si attivano.
Tanto vero e tanto attuale. Si pone in realtà un problema etico per l’uso di queste potenzialità nelle comunicazioni di massa. Informatica e internet inclusi.