Val più la pratica
Sono sempre stata una sostenitrice del morettiano motto “chi parla male, pensa male e vive male”… ma oggi in radio sentivo la recensione di un libro che mi ha fatto pensare.
Il libro è “Val più la pratica” di De Benedetti e si prende un po’ gioco di noi bacchettoni, sempre pronti a fare cerchiolini rossi e blu a tutto quelli che leggiamo o sentiamo, in quanto la lingua e la grammatica sono qualcosa di vivo e in costante mutazione, altrimenti parleremmo ancora il latino antico!
Ancora più interesante la sua definizione di grammatica non come “l’insieme di regole che definisce una lingua” quanto piuttosto “l’insieme di regole che descrive una lingua” in quanto codifica fatta a posteriori. Anche questa codifica subisce quindi il passare del tempo, l’introduzione di neologismi, l’allentarsi delle regole ferree dei linguaggi formali a favore delle comunicazioni, necessariamente più veloci e immediate, tipiche dei blog e degli sms.
Non è detto che questo si traduca sempre in un imbarbarimento, è un cambiamento e come tale va accettato.
Silvia
