agosto
Un gatto elabora le informazioni 100 volte più velocemente di uno di quei supercomputer capaci di simulare un miliardo di neuroni.
Ad esempio: un felino è in grado di riconoscere un volto umano in meno di un secondo, 83 volte più velocemente di un pc. Per questo, l’Università del Michigan ha scelto di prendere a modello proprio il cervello dei mici per realizzare un dispositivo che simuli i suoi stessi meccanismi cerebrali.
Si chiamerà memristor, e sarà una nuova generazione di microchip, alla base dei computer del futuro. «Quello che stiamo facendo», spiega Wei Lu, che coordina lo studio pubblicato sulla rivista Nano Letters, «è costruire un computer come la natura costruisce i cervelli: quello del gatto è un obiettivo realistico, perché strutturato in modo molto più semplice rispetto a quello umano e al tempo stesso dotato di capacità eccezionali».
Infatti, se un computer tradizionale lavora in maniera lineare, un cervello vero, quello dei felini su tutti, lavora “in parallelo”, è multitasking, sa cioè compiere più operazioni allo stesso tempo. L’obiettivo è ottenere una macchina della grandezza di un micio, e capace delle stesse doti straordinarie.
E il vostro amico felino cosa ne pensa?
*C@rlo*



I microformati rappresentano una soluzione semplice e nello stesso tempo interessante per far si che i browser siano in grado di interpretare e aggregare le informazioni inserite nelle pagine web, avvicinandoci sempre più a un concetto di web semantico e ad un utilizzo di Internet più strutturato dove l’uomo sia al primo posto rispetto alla macchina.



